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mercoledì, 17 giugno 2009

arte net.futurista

tento di chiarire un concettino...
spiegando il net.futurismo, fin troppe volte mi sono trovato di fronte all'assurdo. mi rendo conto che spiegare (e capire) un movimento d'avanguardia non sia facile (altrimenti che avanguardia è?), ma vi vorrei lo stesso un pochino più tonici.
ricostruisco la situazione, io faccio la parte di giacuomo nuovocolle (gn) e il signor i fa la parte dell'interlocutore
i - ma esattamente questo neofut.., netfot...
gn - netfuturismo
i - ecco: netfuturismo. questo netfuturismo in cosa consiste?
gn - grazie per la domanda (che può trovare facilmente risposta in rete al sito www.netfuturismo.it e su tutti i vari blog della blognet qui a fianco). noi netfuturisti siamo fondamentalmente mossi da un idealismo ottimistico (che trova citato anche nel manifesto), ovvero riteniamo che 'ogni uomo è creatore' e che l'approccio divo-fan del sistema mercatocratico dell'arte contemporaneo contribuisca non solo a creare una distanza tra il divo-artista, che poi si riflette nel divo-politico, divo-calciatore e divo-velina e l'uomo-comune, ma mette un vero e proprio muro tra l'uomo comune e le sue capacità creative espressive relegandolo per sempre ad una posizione di pecora belante o pappagallo capace solo di ripetere acriticamente ciò che gli viene proposto/imposto. ma questo è solo uno degli aspetti del nostro movim...
i - e quindi cosa proponete?
gn - la liberazione dell'uomo nuovo, l'abbattimento del muro di cui sopra e lo scatenamento delle capacità creative di ogni singolo individuo.
i - bene bene. tutti ottimi principi. ma voi siete artisti, fate arte, potrei vedere qualcuna delle vostre opere artistiche?

e qui siamo arrivati al punto, signor i e tutti voi cari signori, ai quali spero di rispondere una volta per tutte (seeeee...): se ti ho detto che vogliamo liberare le capacità creative di tutti e abbattere questo piedistallo del divo-artista, perché immediatamente dopo, vieni a chiedermi di salirci sopra? mi stai mettendo alla prova, signor i? vorresti forse vedere o sentire o toccare qualcosa dei net.futuristi per dire 'bello bello'? lo sai qual'è il punto signor i? è che se io sono un bravo artista net.futurista (e la mia bravura la puoi misurare proprio così!) dopo che ci siamo parlati, il 'tuo-fare-arte' sarà la mia opera net.futurista!

lo so, lo so. è troppo. ho sentito sino a qua il rumore delle tue cellule cerebrali esplodere come pop corn. ti semplifico la vita: abbiamo pubblicato in rete sia composizioni figurative che brani sonori *sigh*, puoi vederli ed ascoltarli *sigh*. oppure puoi venire ad una serata net.futurista: lì faremo esperienza del vivere l'arte della gente. così, mentre i presenti fanno esplodere la propria creatività, noi net.futuristi facciamo la nostra vera performance artistica: la stessa serata netfuturista.
domenica, 10 maggio 2009

i giocondi

i giocondisono stato anche al louvre... si vede? infino al locale che espone quel che è ormai francesissimo simbolo della francia: la gioconda (che vedete in un angolino della foto, è l'originale questa, eh!), opera del famosissimo pittore francese Leonard da Gagnè.
il louvre è tutto sommato noioso. ci sono dei bei quadri e delle belle statue, si... ma nulla che possa entusiasmare di più dal vivo che su google immagini. l'edificio è suggestivo, sia il vecchio che il nuovo, ma difficilmente mi faccio impressionare da queste cose, soprattutto quando non ne capisco né il senso, né l'uso.
istintivamente penso che sia molto più maestoso un singolo uomo nuovo da meno di 2 metri che un edificio da centinaia, a meno che... in quell'edificio tu non riesca a leggere il riflesso di quell'uomo nuovo e qua... mi dispiace, ma...
invece il louvre è interessante per quelli che ci vanno: classi di bimbi che mentre l'insegnante spiega, i bimbi e le bimbe si intortano; coppie annoiate che fingono l'uno con l'altra di essere interessati per non tradire una finta mancanza di cultura di facciata; gente che fotografa a cazzo (tra i quali, anch'io!); addirittura una tipa che ha detto che per fotografare la gente avrei dovuto avere la liberatoria di chi viene fotografato... umpf, strano periodo storico questo e privacy del cazzo!
come se interessasse a me, o a quello che voglio dirti, o a quello che vedi tu in quella foto, quelle tre persone li (ed erano molte di più, ma non mi ha lasciato fare altre foto!) chi cazzo sono! potrebbero essere equivalentemente europei, asiatici, gay, etero, presidenti o operai, mario o il signor spieler.
la cosa buffa è che vedendo questa scena (e c'erano decine di persone che fotografano la gioconda, ma qui devi fidarti, o forse lo sai già!) mi è venuto in mente che la gioconda fu dipinta seria e gli venne in seguito quel risolino beffardo, a forza di vedere un branco di scimmie che va a scattarla in adorazione.
ti sei indignato?
mi dispiace, ma per sostenere la tua indignazione devi compilare correttamente il seguente questionario:
1. hai il coraggio di dire che la foto che stanno facendo i tre signori (e quindi tutta la bolgia rimanente non inquadrata) ha un senso? (spiegare perché)
2. hai il coraggio di dire che vedere quel quadro da lontano, in mezzo alla bolgia, male illuminato, dietro un vetro giallino è meglio che poterla vedere in una foto o in una riproduzione a distanza zero (dagli occhi e da casa propria) in tranquillità? (spiegare perché, non è ammessa nella risposta la parola 'feticismo')
3. quali sono i motivi che rendono la gioconda così eccezionale?
(ottima soluzione la ricerca su google, ma...)
4. sono poi così sufficienti a renderla così eccezionale?
(ma soprattutto)
5. quando hai visto la gioconda, hai avuto TU STESSO quella identica percezione, o l'hai solo simulata per non fare brutta figura?
6. se avessi messo la gioconda in mezzo a tutti gli altri quadri del louvre, te ne saresti mai accorto?
rispondi sinceramente a questo questionario e otterrai il tuo punteggio di giocondità.
proposta per il louvre: mettere cartellino di opera d'arte girato dall'altra parte rispetto al pubblico (per intenderci: in modo che sia monna lisa a guardarlo!) all'altezza del transennato, con la seguente dicitura:
autore: giacuomo nuovocolle
titolo: i giocondi
materiale: macchina fotografica su idiota
postato da: giacuomo alle ore 09:42 | link | commenti (4)
categorie: spettacolo, arte, buon senso, netfuturismo
giovedì, 07 maggio 2009

lancio la mia sfida netfuturista ai ritrattisti di montmartre

sono stato a montmartre.

minchia che ridere!

lasciamo perdere per questo post (magari ne parliamo in altri!) i pittori.

c'erano una fila di ritrattisti, uno dietro l'altro.

i ritrattisti sono dei tali che tu ti metti lì fermo immobile per (diciamo) 15 minuti con espressione ebete e loro ti fanno un ritratto per (diciamo) venti trenta euro.

ho provato a chiedere alle persone che erano con me: PERCHE'?

qualcuno dice che è per vedere come il ritrattista ti vede, qualcun'altro che è per avere i propri '15 minuti di gloria', altri ancora che è per avere un'immagine migliorativa di sé stessi.

i ritrattisti sono molto bravi! la riproduzione che fanno non solo è fedele, ma è davvero migliorativa e così la terza ipotesi ci sta e visto che uno raramente vede sé stesso (se non in foto o allo specchio) si ricorda (o presume di farlo) di essere come è nel ritratto. uhm...

i ritrattisti sono molto bravi! per carità, ma decisamente inutili! scusami: lo stesso risultato lo posso ottenere facendomi una foto (praticamente identica) scaricandola su un computer (praticamente a tempo zero) e stampandola su un a3 (praticamente a costo zero).

e uno dice: vabbé... non è la stessa cosa... la foto... non è arte... il computer è freddo... minchiate varie...
in realtà uno può sbattersi per peggiorare (o migliorare, dipende dal punto di vista) la qualità della foto di partenza e ottenere risultati praticamente identici a quelli dei 'ritrattisti'.

io l'ho fatto. è banale. ma per completezza, ti spiego come.

mi sono fatto una foto e l'ho passata al computer. con gimpshop (open source, costo zero) l'ho passata in toni di grigio, ho applicato un paio di filtri artistici (quasi a caso, non sono molto esperto), per la precisione 'chiarore sfumato' e 'pittura ad olio' con parametri quasi a caso, un po' di sfumino sui contorni e il gioco è fatto, come puoi vedere qui sotto.

ritratto neutro

sì, capisco la tua obiezione, ma contrariamente a quello che si può affermare, quello nella foto sono io: ti ho detto che il ritratto è migliorativo, no?

ecco allora che la sfida netfuturista che ho lanciato ai ritrattisti di montmartre attraverso la rete può essere rilanciata dal vivo: netfuturisti francesi, andate a montmartre con macchina fotografica, portatile e stampante e fate ritratti fianco a fianco ai rimasugli di due secoli fa in cinque minuti e per cinque euro!

sono questi i momenti in cui mi dispiace di non essere nato a parigi (quando ho ordinato una bottiglia d'acqua per sei euro invece no!)

attenzione però, che la storia non è finita! manca per me ancora un punto fondamentale. fino a qui ci siamo divertiti a puntare il dito sull'n-sima assurdità che il passatismo ci impone. ma criticare e basta non è da netfuturista. proposta! proposta! innovazione!

guardando i ritratti alla fine erano tutti sostanzialmente uguali, tranne le caratteristiche somatiche. insomma... numeri: larghezza degli occhi, lunghezza del naso, e così via. ma tutti costantemente con la stessa espressione ebete. se vogliamo, una denuncia sociale anche questa. ma io voglio fare di più.

però al prossimo post che questo è già troppo lungo.

postato da: giacuomo alle ore 11:58 | link | commenti (2)
categorie: tecnologia, arte, creazione, buon senso, netfuturismo
giovedì, 09 aprile 2009

le malattie dell'uomo contemporaneo 2

avanti con la seconda tragica malattia che ci avvinghia oggigiorno, parliamo de

L'ANESTESIA

anche questa volta dobbiamo tornare indietro fino a Gu perché, per quanto ci ostiniamo a vantarci di capire qualcosa, alla fine chi comanda è proprio lui: Gu (ricordate il piccolo omino primitivo che rimane racchiuso nel nostro mesencefalo finché qualcuna non ci sventaglia un culo davanti e lui comincia a ripetere chiava-chiava-chiava? esatto. lui. Gu.)
quando ancora non c'erano le centrali nucleari, Gu aveva poche idee, ma molto chiare, ed era impossibile discuterci. funzionava così
problema: ho fame
soluzione: mi procuro da mangiare e mangio
fine
oppure
problema: ho freddo
soluzione: trovo un modo per scaldarmi.
fine
e lo sai qual'è la parte figa? è che Gu si sbatteva veramente! Cioè andava a caccia, si metteva pellicce addosso, scopriva un uso creativo del fuoco, metteva insieme delle pareti di vario materiale, forma e design e un po' alla volta, non solo rispondeva alle proprie banali necessità, ma lo faceva sempre meglio e con meno fatica. In altre parole: si evolveva.
Arriviamo così ai giorni nostri in cui Gu ha più o meno tutto (adesso di fa chiamare dott. Gu, e se non usi il titolo giusto si incazza pure!) e quindi il meccanismo problema->soluzione non funziona più!
Cioé Gu continua (nell'angolo in fondo a destra del nostro mesencefalo) a proporlo in diverse versioni: inventati un problema... trova la soluzione ad un problema tutto sommato inutile... trasforma una cosa già perfetta in un falso problema oppure (e qui Gu lavora bene) continua a dare di briglia affinché l'huomo sapiens intorpidentis prosegua incessante la sua galoppata verso un miglioramento fisico, intellettuale ed etico. Ma davanti a tutte le potenzialità che Gu è riuscito a mettere in campo nel creare la pulsione problema-soluzione, ha vinto una su tutte: perché non facciamo in modo che il problema coincida con la soluzione? In questo caso, appena il problema si forma, la soluzione è trovata. Un loop formidabile che può scatenare due effetti: Gu si addormenta esausto per sempre (narcolessia contemporanea o, più brevemente, anestesia) o si incazza e spacca tutto (netfuturismo).
L'ultimo passaggio è 'come si fa a far coincidere la soluzione con il problema?' Ne abbiamo già parlato, si chiama 'influenza dei mass media fase 3'. E' sufficiente che i mezzi di comunicazione di massa ti facciano pensare che meglio di te non c'è nessuno, che le star che prendono uno sbirindello di soldi sono in realtà idioti con la ipsilon o sciacquette smerciapassere per convincere Gu che è inutile: meglio di così non si può! Sei arrivato, stenditi sul divano, accendi la tv e guarda quanto il mondo dei divi è peggio di te. Gu guarda attraverso il mesencefalo (come nella pubblicità dove c'è la gente con la testa vuota (uhm, cosa avrà voluto dire?)) e gli passa immediatamente la voglia di spingerti a fare qualunque altra cosa (oltre a stare steso sul divano o dormire) convinto che TU sei GIA' il meglio dei mondi possibili. Sei già dio e che quando morirai, nessuno meglio di TE potrà disporre della tua anima.
shh, uomo contemporaneo, va tutto bene, sshh, dormi, ci sono qua io, dormi dormi....
P.S.: cosa ci guadagna la cultura di massa con questo scempio virale? spero sia chiaro audience -> pubblicità -> soldi. ma questa è un'altra malattia di cui parleremo in seguito. per ora, chi di voi ha la sensazione che 'ormai non si può (o si deve) più far nulla' provi a capire da cosa questa sensazione è indotta... una dritta: Gu lo sa!
martedì, 24 marzo 2009

tra casalinghe

come hai detto che si chiama quella tua amica petulante?
quella che ti dicevo che non mi lascia mai parlare, che vuole avere sempre ragione lei...
si si
che racconta un sacco di bugie, e parla solo di stupidaggini
neanche un discorso serio?
macché, appena accenno a qualcosa di più del solito pettegolezzo, lei cambia discorso. sa tutto di tutti e ne parla come se avesse la verità infusa e invece dice un sacco di scempiaggini
ma scusa, perché non la lasci perdere?
magari... è sempre a casa mia e non riesco a tenerla zitta neanche un secondo e il fatto è che neanche si cura se la ascolto. sono sicura che se me ne andassi, lei continuerebbe con la sua tiritera anche da sola!
mah, fossi in te, io me ne libererei. come hai detto che si chiama, comunque?
televisione
postato da: giacuomo alle ore 13:34 | link | commenti
categorie: spettacolo, netfuturismo, cultura di massa
martedì, 17 febbraio 2009

DOBBIAMO UCCIDERE IL FUTURISMO!

MANIFESTO NET.FUTURISTA
[vibrante intoccabile fanatico igienico lucido spietato]


Siamo infine arrivati alla resa dei conti. E sarà una durissima resa dei conti.

È necessario affermarlo subito con estrema chiarezza: noi non saremmo mai voluti arrivare a questo punto, non avremmo mai voluto scrivere queste parole. Ma è stata passata ampiamente la misura e per questo siamo costretti a reagire con energica determinazione.

Mi rivolgo a voi, passatisti e presentisti dell’ultim’ora!

La vostra invadenza e la vostra stucchevole pedanteria ci hanno provocato troppo a lungo e troppo stupidamente. Lo spirito antiquariale e insistentemente celebrativo del nostro Paese costringe oggi noi net.futuristi, futuristi del XXI secolo, a scrivere questa pagina arroventata

CONTRO IL FUTURISMO

Sì. Noi abbiamo amato entusiasticamente il Futurismo e i capolavori futuristi. Li abbiamo letti osservati studiati sviscerati compresi ammirati adorati. Ma ora dobbiamo buttarli una volta per tutte nel secchio. Dobbiamo portare a termine necessariamente l’uccisione dei nostri padri. È un’operazione igienica. E ormai improrogabile.

Abbiamo già aggiornato e ampiamente superato le maggiori intuizioni futuriste del secolo scorso, nelle arti visuali, sonore e performative. Non è questo il punto. Si tratta invece di compiere oggi un atto simbolico ma determinatissimo in occasione delle ormai famigerate Celebrazioni Per Il Centenario Della Pubblicazione Del Primo Manifesto Futurista. Noi sentiamo puzzo di marcio in queste celebrazioni, puzzo di cadavere. Puzzo di passatismo. Puzzo di presentismo. Puzzo di accademismo affarismo professoralismo becero utilitarismo. E sentiamo anche un disgustoso puzzo di cialtroneria mediatica. Ed è per questo che noi dobbiamo dare ossigeno all’ambiente conducendo un’operazione igienica: eliminare il puzzo futurista senza fare sconti a nessuno.

Coraggio, amici net.futuristi. Occorre avere questo coraggio. Questo igienico coraggio.

Nel primo manifesto futurista Filippo Tommaso Marinetti, esattamente un secolo fa, scriveva:

«Quando avremo quarant'anni, altri uomini più giovani e più validi di noi, ci gettino pure nel cestino, come manoscritti inutili. Noi lo desideriamo! Verranno contro di noi, i nostri successori; verranno di lontano, da ogni parte, danzando su la cadenza alata dei loro primi canti, protendendo dita adunche di predatori, e fiutando caninamente, alle porte delle accademie, il buon odore delle nostre menti in putrefazione, già promesse alle catacombe delle biblioteche. […] Essi tumultueranno intorno a noi, ansando per angoscia e per dispetto, e tutti, esasperati dal nostro superbo, instancabile ardire, si avventeranno per ucciderci, spinti da un odio tanto più implacabile in quanto che i loro cuori saranno ebbri di amore e di ammirazione per noi».


Ecco. Ce l’ha detto il nostro grande padre. Ce l’ha detto Marinetti di uccidere il Futurismo. Non tradiamolo! Come i futuristi invitarono ad uccidere il chiaro di luna e tutta la letteratura precedente (compresi i padri simbolisti), così noi oggi dobbiamo uccidere i poemi bellici paroliberi, dobbiamo uccidere il dinamismo plastico e l’aeropittura, il tattilismo e l’aeropoesia.

Celebrare. Celebrare. Celebrare. Che cosa volete ancora celebrare? i cavalli di Boccioni? le compenetrazioni di Balla? gli aerei di Crali? i gilet di Depero? le ceramiche di Albissola? Ancora?

Sono stati geniali, lo sappiamo! Ma nel secolo scorso! Viviamo nel terzo millennio. Ed è ora di fare chiarezza una volta per tutte. La nostra sensibilità trasformata per mezzo della rivoluzione neotecnologica ci impone di eliminare ogni residuo di patetico manierismo futurista. Bisogna buttare - definitivamente e orgogliosamente - il vecchio Futurismo nel secchio.

Guardiamoci dentro spietatamente. Se il Futurismo è ancora in noi, dovremo uccidere una parte di noi stessi. Anche questa nostra prosa enfatica ormai ci disgusta e ci fa ricordare qualcosa che dobbiamo necessariamente uccidere. Cancelleremo anche questa! Tenete quindi a mente ciò che state leggendo ma dimenticate e cancellate il modo in cui ci siamo espressi! Coraggio, amici net.futuristi. Non abbiate timore. Abbiamo già ucciso avversari accanitissimi. Resta da evitare il rischio più insidioso per noi. Non avremo compiuto nulla fino a quando non ci saremo liberati degli scheletri di famiglia! Noi oggi abbiamo il compito di immensificare il Futurismo del XX secolo, e per fare questo bisogna ucciderlo una volta per tutte!

Anche noi net.futuristi saremo buttati via tra qualche decennio. È naturale ed igienico che sia così! Noi non ci opponiamo a questo naturale e salutare processo evolutivo!

Anzi!

Noi lo desideriamo!


www.netfuturismo.it
* pubblicato in Ad Futurum POST - Anno 1 n. 1 in occasione del centenario del 20 febbraio 2009
postato da: giacuomo alle ore 21:39 | link | commenti (4)
categorie: manifesto, futurismo, neofuturismo, netfuturismo
martedì, 10 febbraio 2009

le malattie dell'uomo contemporaneo 1

comincio oggi una nuova rubrica. il titolo lo hai già letto. la prima puntata è dedicata a

L'ABBONDANZA


quando eravamo huomini sapiens cosicosi e capitava che il nostro vicino di grotta, Gnork, catturasse un mammuth, ci facevamo la serata a ingollarne una coscia intera, un quarto di fegato e la carotidea perché non sapevamo quando sarebbe stata la successiva fortunata serata e poteva succedere che per giorni interi non avremmo potuto fare un altro pasto decente.

guarda che queste cose mica le ragionavamo. c'era un coso nel cervello... dentro... nel mesencefalo, che appena vedevi un mucchio enorme di carne ti sussurrava insistentemente 'mangia mangia mangia...' e mentre lo stomaco implorava 'basta basta basta...' lui ripeteva 'fottitene fottitene fottitene...', ma aveva ragione il mesencefalo, perché per giorni... ciccia! (poco appropriato in questo caso, ma dovrebbe essere chiaro)

adesso le cose sono cambiate. abbiamo inventato l'agricoltura, l'allevamento intensivo, la grande distribuzione, il cibo in scatola, giuliano ferrara ed è praticamente impossibile che uno non faccia almeno tre pasti al giorno, a meno che non gli manchino i soldi o non stia frequentando una clinica di dimagrimento

ma la tecnologia non ha influenzato il mesencefalo che non riesce (blame on it!) ad adattarsi in tempi così veloci (pochi millenni) per cui l'effetto 'abbondanza' ci colpisce ancora. quel lato bestiale viene fuori ai rinfreschi self service, ai pranzi di matrimonio, all'autogrill, nei supermercati dove compriamo delle cose inutili che non ci serviranno, né mangeremo mai, solo perché ce ne sono tante: l'homo sapiens imbecillis che è in te e me esce, prende un vassoio e lo riempie di tutte le ghiotte porcherie che sono stese sul tavolo del self service, scegliendo in base a due criteri (1) sono gratis (2) sono tannnnnnti! una volta nel piatto, il male continua: sono lì, sono tanti -> LI DEVO MANGIARE (e lo stomaco implora)

il resto della storia lo conosci: c'eri! abbiamo così tolto il velo a quell'omino preistorico che dorme dentro il tuo mesencefalo, te lo presento: si chiama Gu e a volte ti fa fare cose strane.

il racconto finirebbe qui e fino a qui sarebbe tutto sommato innocuo. grasso, lasso, ma innocuo.
il fatto è che Gu ti chiede abbondanza anche per le altre cose non solo per il mangiare. datti un'occhiata intorno: se ti capita che la tua casa è piena di cose che non usi, hai l'acquisto impulsivo compulsivo, odi chi guadagna più di te nonostante hai tutto quello che ti serve è colpa di Gu. Parlagli e spiegagli che quando hai quello che ti serve (un po' di più per sicurezza) dopo... baaaaasta! ma attenzione: Gu ha difficoltà sintattiche e grammaticali, dovrai usare modalità comunicative diverse e un po' di ingegno. ma io ho fiducia in te.

ci sentiamo per la prossima puntata della rubrica 'le malattie dell'uomo contemporaneo'.
arrivederci a presto
postato da: giacuomo alle ore 13:56 | link | commenti (4)
categorie: buon senso, senso civico, uomo nuovo, netfuturismo, controdolore
giovedì, 05 febbraio 2009

eroi urbani del terzo millennio

li trovi dappertutto. non è facile riconoscerli. ieri in ascensore sono stato fortunatissimissimo.
dapprima eravamo in due
- a che piano?
- settimo [sorrido]
- io vado al nono
- uhm, bene.
al secondo piano sale l'altro eroe urbano, non l'avremmo mai riconosciuto, ma salendo si duole e l'altro eroe urbano in borghese si tradisce con la frase in codice
- tutto bene?
- si si, sono appena stato operato di sdrucidite e ancora mi fa un po' male
- ahi, nulla di grave spero?
- no no, solo un po' di... postumi
- mi ricordo la mia sdrucidite, ci sono andato avanti per un mese, lei quant'è?
- una settimana, ma ormai non sento più dolore?
- prende niente?
- l'aloprex
- ecco perché, quando smette si accorge del dolore tutto insieme
- ...
- ma magari lei è più fortunato, con me sono stati proprio dei cani: mi hanno lasciato una cicatrice bruttissima!
- il dottore dice che non dovrebbe vedersi quasi nulla
- ah! avevano detto così anche a me: guardi qua [si scopre]
- caspita! il mio taglio è molto più lungo, guardi [si scopre]!
- urca, sanguina ancora. come quello che hanno fatto a una mia cugina, lei zoppica ancora, però...
- mia suocera hanno dovuto operarla senza anestesia perché era allergica
- a me una volta mi hanno operato di gingillite senza bisturi per via della sterilità
- chissà che male, il peggio che mi sia capitato è stata quella frattura scomposta multipla alla gamba dopo che mi hanno investito con uno scaffale di moduli 34bis
- dev'essere stato doloroso
- eh già
- eh già
- [rivolto a me] e lei, tutto bene?
- io? si, nulla di eroico. però se volete posso lamentarmi del tempo. o dell'aumento delle tasse.
postato da: giacuomo alle ore 20:21 | link | commenti (5)
categorie: senso civico, uomo nuovo, netfuturismo
martedì, 20 gennaio 2009

ieri ho visto il grande fratello

e confermo: funziona! la fase tre della cultura di massa è efficacissima. dopo aver assistito alla saga del trash, a questa entusiasmante sfilata dell'idiozia, di fronte alla quale non ho potuto fare a meno di alzarmi in piedi indignato per strillare la mia opinione di fronte ad un imperterrito schermo che continuava a propinarmi le sue insulsaggini, oggi mi sento un genio. mi sento il migliore. mi sento migliore di queste autorevoli autorità che troneggiano davanti all'opinione pubblica, che dominano lo share, che conquistano l'audience e fanno alzare i costi degli spazi pubblicitari e che mi convincono che sono inadeguato se non compro. io compro. eccome se compro

prendo a prestito una brillante espressione di luttazzi: come annusare le proprie scoreggie. fascino e disgusto, eppure non riesco a smettere.

ho assistito ad una alessia marcuzzi che comunicava ad una tettona qualsiasi che le sue gemelline avevano attratto l'attenzione dell'italia più delle novità politiche ed economiche. un po' come dire che l'italiano è abbastanza ormonale da protestare per gli sgarbi del governo finché qualcuno non gli sventola sotto un paio di enormi seni misti di tessuto connettivo, ghiandole e silicone. e lei (la tettona), stupita come se quel vestito con enorme scollatura pralinata glielo avesse messo il costumista nel sonno, sfoggia un ingenuo sorriso rimarcando che sarà sua premura mostrare all'italia che non è soltanto un'ochetta (non lo è soltanto?). la recita era perfetta, non credo per la bravura degli attori, quanto per la genialità degli autori, figli del demonio, che hanno scelto bene i loro polli (o ochette, che dir si voglia). per capire l'assurdo, è sufficiente immaginare l'equivalente maschile, che ancora non hanno avuto il coraggio di proporre (il prossimo anno?), ovvero un concorrente con un uccello di quaranta centimetri (e non c'è silicone che tenga!) che gira in tanga mentre qualcuno da casa giura di averlo visto con il salvagente addosso e la marcuzzi che comunica che l'italia è turbata dal suo uccello più che da quello del governo, il che dimostra che ciò che conta è la dimensione, non la posizione.

ne approfitto per comunicare alla marcuzzi, alla tettona e alle altre gatte morte che per l'uomo del terzo millennio la sessualità è profondamente cambiata. non abbiamo più bisogno di immagini erotizzanti, perché le abbiamo già imparate a memoria con ore e ore di navigazione segnate sul patentino dell'onanista internauta. le caratteristiche fondamentali dello scopatore del 3000 sono (1) navigazione sui siti giusti ad alto contenuto, basso costo, nessun rischio di virus e spyware, (2) imparare a masturbarsi (o ad usare il mouse) con la sinistra e soprattutto (3) riuscire a sincronizzare la propria eiaculazione con quella del pornostar. all'uomo del 3000 la donna non serve più per fare sesso: serve per fare filmati erotici e bambini.

ho visto un altro scandalo: una bionda che gridava, senza peli sulla lingua, che le coppie omosessuali non sono normali. reazione dell'arcigay, costernazione della presentatrice, sgridata e tentativo di ammenda. sono solito preferire la comicità italiana a quella estera, tranne poche eccezioni (courtemanche, le tricicle), ma se vogliamo renderci conto dell'assurdità della situazione, consiglio il gallese daffyd di little britain, brillantemente interpretato da matt lucas. guardatevelo, così evito ogni altro commento.

chiccona (ce ne sarebbero mille, ma mi fermo qua!) hanno sbattuto dentro un cieco. che tenera la marcuzzi che ne parlava come di un cuccioletto di peluche rassicurando tutti che non sporca in giro, non abbaia e mangia poco. assieme all'attenzione di chiamarlo cieco (e non 'non vedente') dopo essersi assicurata che lui non si offende, dichiara che dopo tre minuti che ci parli, hai la sensazione di stare parlando con... una persona e non con l'algoritmo di intelligenza artificiale di una chat automatica. ieri ho scoperto che essere ciechi non significa automaticamente essere idioti o insopportabili. e poi, l'angolo trash anche per il cieco. lo nasconde dietro ad una porta e annuncia alle finte assatanate della casa che arriva altra carne da scopare. reagendo con incontrollato entusiasmo, le cagnette cercano con domande a caso di dipingere il loro principe azzurro mentre si figurano già nascoste sotto la coperta doggy style vouyerate dagli infrarossi e da mezza italia. proprio mentre stavano andando a prendere la vaselina, la sorpresa: il principe in realtà è rospo. tutta l'italia imbarazzata (o comprensiva) di fronte alla costernazione perché contemporaneamente le oche capiscono che se è cieco non può essere principe e non capiscono che non serve una gran vista per una bella scopata, anzi, forse è una carta in più per le più cesse. la cosa più gustosa? dopo il momento di tenero compatimento del non vedente, da parte della coccolosa conduttrice, dei confratelli compagni di avventura, degli applausi abbondanti e fragorosi del pubblico, c'è stato il messaggio promozionale, poi tutti si sono dimenticati del cieco. beffa delle beffe, lui rideva a destra e a sinistra (non si sa mai che in quella direzione ci fosse qualcuno con bisogno di approvazione) gli altri... non lo vedevano più.

io sono come loro mi vogliono e per questo, qui, su questo blog, mio spazio, mio mondo, dico quello che penso, esprimo il mio parere che ieri sera non ha ascoltato nessuno (stronzi!), critico gli idioti che hanno riempito lo schermo e sentenzio senza timore di smentita: IO SONO MEGLIO DI LORO e questo mi fa sentire bene. adesso posso tornare alla mia vita del cazzo con la segreta speranza che un giorno anch'io sarò al posto loro, ovvero alla berlina del resto d'italia che potrà pensare di essere meglio di me, mentre io mi consolerò con enormi tette, un uccello da quaranta centimetri (spero il mio), notorietà, serate strapagate in discoteca e alle sagre di paese, gossip e altre menate. da piccolo invece volevo fare l'insegnante.
postato da: giacuomo alle ore 08:37 | link | commenti (9)
categorie: cultura di massa
mercoledì, 31 dicembre 2008

manie di protagonismo

PhotoFunia_13d2e76da piccolo mi insegnavano a stare attento quando attraversavo la strada e a non accettare caramelle dagli sconosciuti.
i bambini del terzo millennio (i digitali nativi) dovrebbero essere messi in guardia dai pericoli della comunicazione di massa in prima elementare. e già così sarebbe troppo tardi, perchè hanno già quattro anni di esposizione indebita sulle spalle. il fatto è che la comunicazione di massa è aumentata esponenzialmente in un solo secolo, e nessuno della massa (noi) ha fatto granchè per imparare a gestirsi e a difendersi. qualcuno invece ha fatto molto per approfittarsene, ma questa è un'altra storia...
il divismo...
l'adorazione di altro da s
è, ma umano.
il divismo, che terribile distrazione dal nostro vero unico grande sempre presente obiettivo: il perfezionamento di noi stessi.
sentivo descrivere le tre fasi dell'approccio della massa al divismo cos
ì:
(1) inarrivabile, prima met
à del secolo scorso, il divo era quanto di più vicino ad un dio, lui tutto, la massa niente;
(2) imitabile, generatore di modelli da seguire pedissequamente, non interpretare, ma copiare, riprodurre o sei come lui o sei nessuno;
(3) sostituibile (io lo chiamavo ingenuamente effetto mike buongiorno), comincia per 'se pu
ò farlo lui, posso farlo anch'io' e finisce per realityshow, i divi di adesso (cantanti, attori, calciatori, veline... politici compresi) non sono casualmente idioti o incapaci, sono così apposta per dare alla massa il pensiero di poterli sostituire facilmente... migliorandoli pure!
la quarta fase che attendiamo con il netfuturismo è... (4) eliminabile, ovvero 'faccio da solo, grazie!'
girando per la rete (evviva le nuove tecnologie) ho scoperto un sitino/giochetto che faciliter
à la massa in fase tre a sopravvivere in attesa della fase quattro. si chiama photofunia. consente di sostituire in foto che ritraggono svariate situazioni, la propria immagine in posizioni spesso riservate ai divi, alle icone, ai miti. è un gioco, ma se ci ricordiamo che (1) il desiderio di sostituirsi al divo è un fatto di immagine, (2) che dietro all'immagine del divo, per la massa resta... nulla (se tutto va bene, altrimenti gossip... e quindi nulla!) (3) avere un'immagine da divo è tutto ciò che serve per esserlo (oltre al mostrarla agli amici, ovvio), photofunia ha definitivamente trovato la cura alla principale malattia della massa contemporanea.
come vedi in apertura, io ho gi
à cominciato. dopo aver visto questa foto, mia madre ha smesso di lamentarsi perchè ho deciso di fare il medico come lei avrebbe tanto voluto. grazie, photofunia.
buon divertimento a tutti e buon centenario netfuturista.
postato da: giacuomo alle ore 18:07 | link | commenti (4)
categorie: tecnologia, arte, uomo nuovo, netfuturismo