giacuomo nuovocolle

satiro netfuturista

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giovedì, 19 novembre 2009

fallacie dietro l'angolo

segui il ragionamento

siano dati due numeri interi a=b

si ha che l'uguaglianza a2 = ab è vera

da cui

a2 + a2 = a2 + ab  e ancora

2a2 = a2 + ab

sottraendo ad entrambe i termini 2ab ottengo

2a2 - 2ab = a2 + ab - 2ab

raccolgo 2 dal primo termine e sottraggo gli ultimi due addendi

2*(a2 - ab) = a2 - ab

esplicito il termine in parentesi

2*(a2 - ab) = 1*(a2 - ab)

così lo posso semplificare e ottenere

2 = 1

ora

dal fatto che 2 = 1 deriva che io è il presidente del consiglio, che siamo 2 persone distinte, siamo anche la stessa persona (1 sola persona = 2 persone), per cui, se mi è consentito, esigo di poter andare a ritirare la mia parte di grana, sesso e impunità, cribbio!

CHIAVE DI LETTURA

nella dimostrazione c'è una fallacia (se non la trovi al volo, clicca qui, che è da dove l'ho presa) infidina (non troppissimo) che conduce al paradosso, in questo caso grottesco. ovvero, arriviamo ad un risultato che è vistosamente falso con un ragionamento che è, a prima vista, vero in ogni passaggio.

Se riesco a farti perdere anche solo pochi minuti per trovare il punto in cui il ragionamento crolla, ti invito a fare lo stesso sempre! non solo per algebra o la scienza in genere. fermati SEMPRE a ragionare un momento in più, perché quello che può sembrare a prima vista vero oltre ogni dubbio, alle volte nasconde infide fallacie e conduce a finte verità plausibili (non palesi paradossi) che non metterai più in dubbio una volta acquisite. è il caso della religione, del divismo massmediatico, del sistema economico, dei giochi d'azzardo, e tante ancora. ragionaci sopra. se non ne esci da solo, consiglione: confrontati! bisticcia sanamente, metti in discussione le tue idee alla ricerca della verità. la tua unica alternativa (come appena dimostrato) e quella di concedermi lo status di presidente del consiglio e allora sì che per te sarebbero cavoli amari!
sabato, 24 ottobre 2009

decathlon toglie il velo






finalmente qualcuno lo ha ammesso. è stato decathlon, ma poteva essere chiunque altro. nella smania di trovare altre gags per attirare l'attenzione e vendere i propri prodotti, ha deciso di smettere di mentire. 

con la solita straefficienza comunicativa, hanno sostituito all'immagine del prodotto l'icona del costo in denaro.

il loro obiettivo è quello di dire 'ehi, guardate cosa riuscite a comperare con così pochi soldi', ma quello che vedo io (e lo vedo da un bel pezzo) è che non conta un ciufolo cosa compri, ma solo quanto costa.

da un pezzo i concetti di valore, costo e prezzo sono sovrapposti. da un pezzo il valore del lavoro coincide con il suo stipendio, il valore dell'economia di un popolo coincide con il suo pil e se compro un televisore da 1000 euro che non mi serve con lo sconto del 20%, non ho buttato via 800 euro, ma ne ho risparmiati 200.

da un pezzo la gente è abbastanza idiota da cascare in questi giochi retorici. cominciano con una battuta, proseguono con un'immagine e finiscono per fotterti la vita.

ah, ma ti sento! eeeeesagerato, per uno spot! bellino poi...

e per quello sono d'accordo, anzi sentenzio che la vera arte contemporanea sono gli spot (a casa gli artistucoli da scalpello o pennello). ma ti ridomando io: guardati intorno a casa tua e dimmi quante cose inutili hai comprato perché, tutto sommato costavano poco? il senso delle cose... e dimmi: il tuo lavoro è proprio quello che volevi fare o lo hai scelto perché guadagnavi di più? il senso del lavoro... e non vorrei esagerare, ma gli amici? gli hobby, le relazioni, quante scelte fai in base al prezzo e non in base al VALORE???

questo è il mondo che si prospetta (è così da un pezzo, decathlon ha solo un pochino abbassato il velo): al posto degli oggetti, delle conversazioni, del tempo, come in una enorme matrix reale, vedremo l'equivalente in prezzo, senza aver mai neanche il desiderio di capirne il valore.

il sottotitolo di questo spot è 'non sai nulla della qualità di ciò che compri, ma comunque spendi poco!' adesso ammettilo, quando hai pensato che questo spot era figo ed efficace è proprio perché sotto sotto pensavi 'ehi, caspita se costa poco!' senza accorgerti che neanche stavi vedendo ciò di cui sapevi il prezzo: ammettilo che ha fottuto anche te.
postato da: giacuomo alle ore 17:51 | link | commenti (1)
categorie: economia, pubblicità, buon senso, senso civico, netfuturismo
lunedì, 19 ottobre 2009

damien hirst vs chiesa 0 - 1

damien hirst, noto per toccare in molte opere temi legati alla morte, è spesso amato/odiato per esser riuscito laddove molti hanno tentato: fare una barca di soldi dal nulla.

chi dice che ha fatto bene, chi dice avrei voluto farlo io, chi dice che è un grande artista.

il netto? non solo espone animali morti variamente decorati, ma li traduce in oggetto di culto da essere ammirati e, ancor di più, oggetti di valore da essere comprati a suon di dobloni!

vien da dire che di più non si può ottenere dalla stupidità presentista. tsè.

superato in curva dalla più grande azienda di marketing della storia che ha avuto lo stesso coraggio: esporre un oggetto legato alla morte, pardon, un cadavere, spacciandolo non solo per un oggetto di culto da essere ammirato, non solo un oggetto di valore per il quale spendere una barca di soldi, ma un oggetto sacro al quale chiedere grazie e benefici, per il quale fare interminabili file e attraverso il quale recuperare un proprio senso della vita.

damien hirst: sei in cerca di una sfida? batti questo!
postato da: giacuomo alle ore 19:01 | link | commenti (3)
categorie: arte, religione, netfuturismo
martedì, 08 settembre 2009

superfiscalotto

torno a trattare del gioco d'azzardo, anche se forse non ti interessa. verifichiamolo:


alzi la mano chi non ha mai giocato nemmeno una volta al superenalotto


...


ok, ora alzino la mano gli idioti


...


visto che siete in molti, torno a trattare del gioco d'azzardo.


partendo dall'esclamazione del mio tabaccaio che suona più o meno così: si lamentano se gli alzi di un euro le tasse e invece vengono a buttarne via centinaia con il sorriso per un premio che non vinceranno mai.


non che si possa chiedere ai governi quel briciolo di buon senso che serve per impedire per legge il gioco d'azzardo (son contrario anch'io al proibizionismo), tanto meno chiedere di divulgare capillarmente una pubblicità progresso in cui migliaia di persone provviste di dignitose facoltà cerebrali stigmatizzano un idiota che gioca d'azzardo.


che io li capisco, i governi. incapaci di ottenere il dovuto (gettito fiscale) si accontentano della follia pur di batter cassa ed evitare insurrezioni popolari. magari c'avessero un briciolo di lungimiranza, i governi. non vedrebbero solo gli idioti che si gettano sul lastrico volontariamente (con il sorriso!) trascinandosi le loro malcapitate famiglie. vedrebbero anche concetti come guadagno (non vincita) e meritocrazia buttati nel cesso di fronte alla prospettiva del benedetto colpaccio che ti cambia la vita (che cosa ha poi di così male la tua vita per volerla cambiare? a parte tua moglie, intendo...)


da cui... l'idea geniale!


sostituire il superenalotto con il superfiscalotto. le schedine non si comprano, ma si posseggono di diritto in un numero proporzionale al proprio gettito fiscale. ovvero, se (ad esempio) una schedina costa dieci euro di tasse versate, chi versa 10.000 euro l'anno ha diritto a 1000 schedine.


eccoli, eccoli, senti come sbraitano i comunisti: ma così hanno più probabilità di vincere i più ricchi!


sbagliato: hanno più probabilità di vincere chi dichiara di più e quindi chi versa più tasse, quindi i più ricchi, in generale, no.


ma se i più ricchi cominciassero a versare il dovuto? beh, allora mi dispiace, ma sarebbe giusto che avessero più probabilità di vincere. così come sarebbe un bell'incentivo a non scaricare l'inscaricabile, fatturare il fatturabile, non esportare l'inesportabile e così via. ma ve le immaginate le folle in piazza inferocite perché hanno abbassato le tasse e non possono più permettersi tot schedine?


il futuro del rispetto fiscale italiano è in mano all'idiozia: che aspettiamo ad assecondarla?


P.S.: non me ne vogliano i nazionalisti, parlo dell'italia perché è il mio paese, ma so bene che l'idiozia del gioco d'azzardo non ha confini

giovedì, 06 agosto 2009

anno 2010 odissea nel bisticcio

gioco ad immaginare un brandello di futuro possibile dopo il primo bisticcio ricreat(t)ivo.



accidenti, mi devo sbrigare o rischio di perdere l'elettrotram!

davanti alla fermata c'è già parecchia gente, ma dell'e-tram neanche l'ombra: è in ritardo (per questo, in italia, non esiste futuro ;-) ).

nel vociare indistinto del crocchio, due vocine gracili e gentili spiccano: sono due anziane signore che discutono senza timore di essere ascoltate, o forse proprio con il desiderio di essere ascoltate

- ti dico che se l'istruzione italiana non va incontro presto a riforme importanti, collasserà! - dice quella con il fazzoletto a celle fotovoltaiche per la ricarica del web.cell in testa.

- le riforme sono già in corso - risponde l'altra con i capelli bianchi come la neve - e vedrai che con il ritorno alla disciplina che c'era ai nostri tempi, questi giovani rimetteranno la testa a posto.

- pfui - reagisce sgarbatamente Fazzoletta - fosse per te ritorneremmo ad arare a mano!

- non sono io che lo dico - Bianchina mostra il cell - lo vedi questo articolo su repubblica.it?

- non ho bisogno dell'opionione di altri per sapere che è una castronata!

- fai male. documentarsi è importante ed è proprio questo che manca alla scuola...



a questo punto non resisto più e proclamo ad alta voce

- mi dispiace, Bianchina, ma su questo tema chiedo il bisticcio!

- ah, impudente Quattrocchi - sorride Fazzoletta mentre un led verde sul bordo del copricapo segnala che il cell è completamente carico - non sai con chi ti stai mettendo contro!

- lo scoprirò presto, mia cara. quello che manca alla scuola è maggior contatto con il mondo, educazione all'uso delle nuove tecnologie e motivazione all'apprendimento, anziché al voto!

- Fallo! un tema solo o si rischia l'ot - Fazzoletta vuol rimanerne fuori, ma evidentemente non disdegna improvvisarsi operatore di network

- lascia stare, me la posso cavare benissimo: credo piuttosto che nella scuola ci siano tutte le risorse necessarie ad un buon apprendimento e che siete piuttosto voi giovani affumicati perdigiorno a non volerle cogliere perché avete avuto tutto senza dover faticare per nulla.

- scusami Bianchina, ma... o mi dimostri che sono un perdigiorno o mi devi un fallo di 'offesa gratuita'

- hai ragione, scusa, ti devo un fallo.

- perfetto. quindi tiro la punizione con un... ehm.. ecco: è stato l'alzheimer a farti parlare o la pila del pacemaker ti fa contatto col cervello?

- non male questa, andiamo al sodo.

- non puoi pensare che i giovani oggi siano una categoria diversa, come se fossero piombati sul mondo tipo specie aliena, sono il prodotto del lavoro e della società della precedente generazione. se ci sono delle colpe, andrebbero ricercate nell'impostazione scolastica come se la sono trovata. cosa avrebbero di diverso dalla tua generazione?

- scusate - risponde un signore di mezz'età con la cravatta pubblicitaria - io ho un figlio di diciassette anni e vorrei bisticciare anch'io su quest'argomento



- ascoltiamo Cravattomania - Bianchina acconsente e la partecipazione cresce. perdiamo un e-tram e prendiamo quello dopo, non finiamo la discussione, richiedeva un sacco di tempo, ma credo che presto ci rivedremo per il secondo round. Continuo a chiedermi se Bianchina non avesse tutti i torti, sarà vecchia, ma di certo non mi è sembrata stupida, questa sera dò un'occhiata in rete...



sai qual'è la cosa buffa? è che nel 2010, o 2100, quando tutto questo sarà normale, rileggendo questa cosa penseranno 'eh, e allora?'
giovedì, 16 luglio 2009

rettificami questo!

postato da: giacuomo alle ore 20:29 | link | commenti
categorie:
mercoledì, 17 giugno 2009

arte net.futurista

tento di chiarire un concettino...
spiegando il net.futurismo, fin troppe volte mi sono trovato di fronte all'assurdo. mi rendo conto che spiegare (e capire) un movimento d'avanguardia non sia facile (altrimenti che avanguardia è?), ma vi vorrei lo stesso un pochino più tonici.
ricostruisco la situazione, io faccio la parte di giacuomo nuovocolle (gn) e il signor i fa la parte dell'interlocutore
i - ma esattamente questo neofut.., netfot...
gn - netfuturismo
i - ecco: netfuturismo. questo netfuturismo in cosa consiste?
gn - grazie per la domanda (che può trovare facilmente risposta in rete al sito www.netfuturismo.it e su tutti i vari blog della blognet qui a fianco). noi netfuturisti siamo fondamentalmente mossi da un idealismo ottimistico (che trova citato anche nel manifesto), ovvero riteniamo che 'ogni uomo è creatore' e che l'approccio divo-fan del sistema mercatocratico dell'arte contemporaneo contribuisca non solo a creare una distanza tra il divo-artista, che poi si riflette nel divo-politico, divo-calciatore e divo-velina e l'uomo-comune, ma mette un vero e proprio muro tra l'uomo comune e le sue capacità creative espressive relegandolo per sempre ad una posizione di pecora belante o pappagallo capace solo di ripetere acriticamente ciò che gli viene proposto/imposto. ma questo è solo uno degli aspetti del nostro movim...
i - e quindi cosa proponete?
gn - la liberazione dell'uomo nuovo, l'abbattimento del muro di cui sopra e lo scatenamento delle capacità creative di ogni singolo individuo.
i - bene bene. tutti ottimi principi. ma voi siete artisti, fate arte, potrei vedere qualcuna delle vostre opere artistiche?

e qui siamo arrivati al punto, signor i e tutti voi cari signori, ai quali spero di rispondere una volta per tutte (seeeee...): se ti ho detto che vogliamo liberare le capacità creative di tutti e abbattere questo piedistallo del divo-artista, perché immediatamente dopo, vieni a chiedermi di salirci sopra? mi stai mettendo alla prova, signor i? vorresti forse vedere o sentire o toccare qualcosa dei net.futuristi per dire 'bello bello'? lo sai qual'è il punto signor i? è che se io sono un bravo artista net.futurista (e la mia bravura la puoi misurare proprio così!) dopo che ci siamo parlati, il 'tuo-fare-arte' sarà la mia opera net.futurista!

lo so, lo so. è troppo. ho sentito sino a qua il rumore delle tue cellule cerebrali esplodere come pop corn. ti semplifico la vita: abbiamo pubblicato in rete sia composizioni figurative che brani sonori *sigh*, puoi vederli ed ascoltarli *sigh*. oppure puoi venire ad una serata net.futurista: lì faremo esperienza del vivere l'arte della gente. così, mentre i presenti fanno esplodere la propria creatività, noi net.futuristi facciamo la nostra vera performance artistica: la stessa serata netfuturista.
domenica, 10 maggio 2009

i giocondi

i giocondisono stato anche al louvre... si vede? infino al locale che espone quel che è ormai francesissimo simbolo della francia: la gioconda (che vedete in un angolino della foto, è l'originale questa, eh!), opera del famosissimo pittore francese Leonard da Gagnè.
il louvre è tutto sommato noioso. ci sono dei bei quadri e delle belle statue, si... ma nulla che possa entusiasmare di più dal vivo che su google immagini. l'edificio è suggestivo, sia il vecchio che il nuovo, ma difficilmente mi faccio impressionare da queste cose, soprattutto quando non ne capisco né il senso, né l'uso.
istintivamente penso che sia molto più maestoso un singolo uomo nuovo da meno di 2 metri che un edificio da centinaia, a meno che... in quell'edificio tu non riesca a leggere il riflesso di quell'uomo nuovo e qua... mi dispiace, ma...
invece il louvre è interessante per quelli che ci vanno: classi di bimbi che mentre l'insegnante spiega, i bimbi e le bimbe si intortano; coppie annoiate che fingono l'uno con l'altra di essere interessati per non tradire una finta mancanza di cultura di facciata; gente che fotografa a cazzo (tra i quali, anch'io!); addirittura una tipa che ha detto che per fotografare la gente avrei dovuto avere la liberatoria di chi viene fotografato... umpf, strano periodo storico questo e privacy del cazzo!
come se interessasse a me, o a quello che voglio dirti, o a quello che vedi tu in quella foto, quelle tre persone li (ed erano molte di più, ma non mi ha lasciato fare altre foto!) chi cazzo sono! potrebbero essere equivalentemente europei, asiatici, gay, etero, presidenti o operai, mario o il signor spieler.
la cosa buffa è che vedendo questa scena (e c'erano decine di persone che fotografano la gioconda, ma qui devi fidarti, o forse lo sai già!) mi è venuto in mente che la gioconda fu dipinta seria e gli venne in seguito quel risolino beffardo, a forza di vedere un branco di scimmie che va a scattarla in adorazione.
ti sei indignato?
mi dispiace, ma per sostenere la tua indignazione devi compilare correttamente il seguente questionario:
1. hai il coraggio di dire che la foto che stanno facendo i tre signori (e quindi tutta la bolgia rimanente non inquadrata) ha un senso? (spiegare perché)
2. hai il coraggio di dire che vedere quel quadro da lontano, in mezzo alla bolgia, male illuminato, dietro un vetro giallino è meglio che poterla vedere in una foto o in una riproduzione a distanza zero (dagli occhi e da casa propria) in tranquillità? (spiegare perché, non è ammessa nella risposta la parola 'feticismo')
3. quali sono i motivi che rendono la gioconda così eccezionale?
(ottima soluzione la ricerca su google, ma...)
4. sono poi così sufficienti a renderla così eccezionale?
(ma soprattutto)
5. quando hai visto la gioconda, hai avuto TU STESSO quella identica percezione, o l'hai solo simulata per non fare brutta figura?
6. se avessi messo la gioconda in mezzo a tutti gli altri quadri del louvre, te ne saresti mai accorto?
rispondi sinceramente a questo questionario e otterrai il tuo punteggio di giocondità.
proposta per il louvre: mettere cartellino di opera d'arte girato dall'altra parte rispetto al pubblico (per intenderci: in modo che sia monna lisa a guardarlo!) all'altezza del transennato, con la seguente dicitura:
autore: giacuomo nuovocolle
titolo: i giocondi
materiale: macchina fotografica su idiota
postato da: giacuomo alle ore 09:42 | link | commenti (4)
categorie: spettacolo, arte, buon senso, netfuturismo
giovedì, 07 maggio 2009

lancio la mia sfida netfuturista ai ritrattisti di montmartre

sono stato a montmartre.

minchia che ridere!

lasciamo perdere per questo post (magari ne parliamo in altri!) i pittori.

c'erano una fila di ritrattisti, uno dietro l'altro.

i ritrattisti sono dei tali che tu ti metti lì fermo immobile per (diciamo) 15 minuti con espressione ebete e loro ti fanno un ritratto per (diciamo) venti trenta euro.

ho provato a chiedere alle persone che erano con me: PERCHE'?

qualcuno dice che è per vedere come il ritrattista ti vede, qualcun'altro che è per avere i propri '15 minuti di gloria', altri ancora che è per avere un'immagine migliorativa di sé stessi.

i ritrattisti sono molto bravi! la riproduzione che fanno non solo è fedele, ma è davvero migliorativa e così la terza ipotesi ci sta e visto che uno raramente vede sé stesso (se non in foto o allo specchio) si ricorda (o presume di farlo) di essere come è nel ritratto. uhm...

i ritrattisti sono molto bravi! per carità, ma decisamente inutili! scusami: lo stesso risultato lo posso ottenere facendomi una foto (praticamente identica) scaricandola su un computer (praticamente a tempo zero) e stampandola su un a3 (praticamente a costo zero).

e uno dice: vabbé... non è la stessa cosa... la foto... non è arte... il computer è freddo... minchiate varie...
in realtà uno può sbattersi per peggiorare (o migliorare, dipende dal punto di vista) la qualità della foto di partenza e ottenere risultati praticamente identici a quelli dei 'ritrattisti'.

io l'ho fatto. è banale. ma per completezza, ti spiego come.

mi sono fatto una foto e l'ho passata al computer. con gimpshop (open source, costo zero) l'ho passata in toni di grigio, ho applicato un paio di filtri artistici (quasi a caso, non sono molto esperto), per la precisione 'chiarore sfumato' e 'pittura ad olio' con parametri quasi a caso, un po' di sfumino sui contorni e il gioco è fatto, come puoi vedere qui sotto.

ritratto neutro

sì, capisco la tua obiezione, ma contrariamente a quello che si può affermare, quello nella foto sono io: ti ho detto che il ritratto è migliorativo, no?

ecco allora che la sfida netfuturista che ho lanciato ai ritrattisti di montmartre attraverso la rete può essere rilanciata dal vivo: netfuturisti francesi, andate a montmartre con macchina fotografica, portatile e stampante e fate ritratti fianco a fianco ai rimasugli di due secoli fa in cinque minuti e per cinque euro!

sono questi i momenti in cui mi dispiace di non essere nato a parigi (quando ho ordinato una bottiglia d'acqua per sei euro invece no!)

attenzione però, che la storia non è finita! manca per me ancora un punto fondamentale. fino a qui ci siamo divertiti a puntare il dito sull'n-sima assurdità che il passatismo ci impone. ma criticare e basta non è da netfuturista. proposta! proposta! innovazione!

guardando i ritratti alla fine erano tutti sostanzialmente uguali, tranne le caratteristiche somatiche. insomma... numeri: larghezza degli occhi, lunghezza del naso, e così via. ma tutti costantemente con la stessa espressione ebete. se vogliamo, una denuncia sociale anche questa. ma io voglio fare di più.

però al prossimo post che questo è già troppo lungo.

postato da: giacuomo alle ore 11:58 | link | commenti (2)
categorie: tecnologia, arte, creazione, buon senso, netfuturismo
giovedì, 09 aprile 2009

le malattie dell'uomo contemporaneo 2

avanti con la seconda tragica malattia che ci avvinghia oggigiorno, parliamo de

L'ANESTESIA

anche questa volta dobbiamo tornare indietro fino a Gu perché, per quanto ci ostiniamo a vantarci di capire qualcosa, alla fine chi comanda è proprio lui: Gu (ricordate il piccolo omino primitivo che rimane racchiuso nel nostro mesencefalo finché qualcuna non ci sventaglia un culo davanti e lui comincia a ripetere chiava-chiava-chiava? esatto. lui. Gu.)
quando ancora non c'erano le centrali nucleari, Gu aveva poche idee, ma molto chiare, ed era impossibile discuterci. funzionava così
problema: ho fame
soluzione: mi procuro da mangiare e mangio
fine
oppure
problema: ho freddo
soluzione: trovo un modo per scaldarmi.
fine
e lo sai qual'è la parte figa? è che Gu si sbatteva veramente! Cioè andava a caccia, si metteva pellicce addosso, scopriva un uso creativo del fuoco, metteva insieme delle pareti di vario materiale, forma e design e un po' alla volta, non solo rispondeva alle proprie banali necessità, ma lo faceva sempre meglio e con meno fatica. In altre parole: si evolveva.
Arriviamo così ai giorni nostri in cui Gu ha più o meno tutto (adesso di fa chiamare dott. Gu, e se non usi il titolo giusto si incazza pure!) e quindi il meccanismo problema->soluzione non funziona più!
Cioé Gu continua (nell'angolo in fondo a destra del nostro mesencefalo) a proporlo in diverse versioni: inventati un problema... trova la soluzione ad un problema tutto sommato inutile... trasforma una cosa già perfetta in un falso problema oppure (e qui Gu lavora bene) continua a dare di briglia affinché l'huomo sapiens intorpidentis prosegua incessante la sua galoppata verso un miglioramento fisico, intellettuale ed etico. Ma davanti a tutte le potenzialità che Gu è riuscito a mettere in campo nel creare la pulsione problema-soluzione, ha vinto una su tutte: perché non facciamo in modo che il problema coincida con la soluzione? In questo caso, appena il problema si forma, la soluzione è trovata. Un loop formidabile che può scatenare due effetti: Gu si addormenta esausto per sempre (narcolessia contemporanea o, più brevemente, anestesia) o si incazza e spacca tutto (netfuturismo).
L'ultimo passaggio è 'come si fa a far coincidere la soluzione con il problema?' Ne abbiamo già parlato, si chiama 'influenza dei mass media fase 3'. E' sufficiente che i mezzi di comunicazione di massa ti facciano pensare che meglio di te non c'è nessuno, che le star che prendono uno sbirindello di soldi sono in realtà idioti con la ipsilon o sciacquette smerciapassere per convincere Gu che è inutile: meglio di così non si può! Sei arrivato, stenditi sul divano, accendi la tv e guarda quanto il mondo dei divi è peggio di te. Gu guarda attraverso il mesencefalo (come nella pubblicità dove c'è la gente con la testa vuota (uhm, cosa avrà voluto dire?)) e gli passa immediatamente la voglia di spingerti a fare qualunque altra cosa (oltre a stare steso sul divano o dormire) convinto che TU sei GIA' il meglio dei mondi possibili. Sei già dio e che quando morirai, nessuno meglio di TE potrà disporre della tua anima.
shh, uomo contemporaneo, va tutto bene, sshh, dormi, ci sono qua io, dormi dormi....
P.S.: cosa ci guadagna la cultura di massa con questo scempio virale? spero sia chiaro audience -> pubblicità -> soldi. ma questa è un'altra malattia di cui parleremo in seguito. per ora, chi di voi ha la sensazione che 'ormai non si può (o si deve) più far nulla' provi a capire da cosa questa sensazione è indotta... una dritta: Gu lo sa!